Come si può allenare la memoria che con il trascorrere degli anni tende a diminuire?

Risponde Nicoletta Berardi del Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino

C’è una notevole variabilità nel grado di declino cognitivo associato con l’invecchiamento fisiologico ed è evidente che alcuni individui mantengono sorprendenti capacità intellettive ben oltre i novanta anni.

Mentre alcuni fattori associati ad un invecchiamento di successo sembrano legati al patrimonio genetico o ad aspetti dell’esperienza infantile o giovanile, come la scolarità, altri sono legati a fattori dello stile di vita, che includono la nutrizione, il non fumare, il praticare attività fisica, l’essere coinvolti in attività cognitivamente stimolanti. Molti di questi fattori sono modificabili e potrebbero quindi essere il bersaglio di interventi volti a promuovere un invecchiamento sano. Alla base degli effetti dello stile di vita sull’invecchiamento cognitivo c’è la plasticità neurale e l’azione di molteplici fattori molecolari che traducono l’attività fisica e cognitiva in cambiamenti protettivi a livello cerebrale.  La plasticità neurale è la capacità dei neuroni e dei circuiti neurali di cambiare, strutturalmente e funzionalmente, in risposta all’esperienza, ed è cruciale per i processi di apprendimento e memoria. Con l’invecchiamento, la plasticità neurale e la funzione delle strutture cerebrali cruciale per la capacità di memorizzare e ricordare diminuisce con l’età. Tra i fattori che sembrano promuovere il potenziamento della plasticità neurale e il mantenimento di buone capacità di memoria nell’anziano alcune facilmente realizzabili sono esercitare la memoria e il cervello in generale attraverso la pratica di attività cognitivamente stimolanti e praticare esercizio fisico, meglio in compagnia. E’ stato mostrato che praticare attività cognitivamente stimolanti, sotto forma di attività di svago (leggere, giocare a carte o a scacchi, risolvere puzzles o Sudoku…), è associato ad una significativa riduzione del rischio di declino con l’età, anche se tali attività sono praticate in età anziana. Anche l’esercizio fisico può attenuare il declino cognitivo; ad esempio, praticare attività fisica regolare anche solo moderata, come una bella passeggiata di buon passo, correla con il mantenimento di un buono stato cognitivo. I risultati degli studi più recenti suggeriscono come gli effetti positivi di esercizio fisico e attività cognitiva possono essere additivi, cosa che ha stimolato la messa in atto di interventi nell’anziano sano che fanno uso di una combinazione di fattori protettivi, quali allenamento cognitivo e esercizio fisico.

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