Perché le coste italiane subiscono l’erosione?

Lucia ci ha posto questa domanda.

Risponde Lorenzo Cappietti del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale

La sabbia che forma le spiagge proviene prevalentemente dal processo di erosione dei versanti montani e collinari. La pioggia battente, il ruscellare dell’acqua, le frane, l’incanalarsi di acqua e terra che forma i fiumi e l’azione di questa massa che scorre sull’alveo trascina fino alla foce enormi quantità di sabbia. Dal lato del mare, i forti venti creano moti ondosi che propagandosi verso le coste aumentano in altezza fino a che esplodono fragorosamente spingendo verso la spiaggia un’enorme massa di acqua. Tutta questa massa d’acqua forma una sorta di “fiume” che scorre parallelamente alla costa rimanendovi sempre attaccato. Questo “fiume”, incontrando alla foce quello che viene dalle montagne, distribuisce lungo le spiagge il carico di sabbia.

Ma se il fiume che scende dalle montagne arrivasse alla foce povero di sabbia che succederebbe?

Sarebbe un problema, infatti, il “fiume” formato dalle onde continuerebbe comunque a portare via la sabbia che trova alla foce e sulle spiagge adiacenti fintanto che c’è. La sabbia che “sale sopra questo treno” non verrebbe più rimpiazzata dalla nuova sabbia che scende dalle montagne e quindi di anno in anno alcune spiagge sparirebbero.

Domandiamoci quindi perché i fiumi che provengono dalle montagne potrebbero non trasportare più sabbia al mare?

Le cause possono essere molteplici e in gran parte in relazione con l’attività dell’uomo. Lo spopolamento delle campagne ha portato ad un abbandono di molti appezzamenti coltivati e quindi alla rivegetazione della loro superficie fino alla formazione di nuovi boschi. Inoltre, le città si sono espanse ed è aumentata la superficie di territorio cementata. Questa copertura vegetale e artificiale trattiene i sedimenti che quindi non arrivano più al fiume. L’acqua piovana non potendosi infiltrare nel terreno finisce subito nei fiumi e crea grandi piene, ed aumenta così il rischio di erosione delle sponde e l’alluvionamento delle aree limitrofe. Per questo, numerosi interventi umani hanno avuto come obiettivo la stabilizzazione delle sponde dei fiumi con il risultato di limitare ancora di più l’input di sedimenti e spesso anche versanti montani vengono stabilizzati per evitare frane dannose per l’uomo. Anche quei pochi sedimenti che continuano a finire dentro i fiumi, spesso non riescono ad arrivare alle foci perché vengono fermati prima! Le case in cui abitiamo e in generale tutte le costruzioni sono fatte prevalentemente di cemento e la sabbia necessaria è stata spesso prelevata dagli alvei. L’acqua che beviamo o con la quale innaffiamo i campi coltivati viene presa spesso da bacini artificiali che sono creati costruendo una diga per ferma l’acqua dei fiumi ma questa trattiene anche i sedimenti. La corrente elettrica che utilizziamo viene prodotta anche tramite impianti idroelettrici che necessitano di simili sbarramenti contribuendo così a fermare i sedimenti.

In conclusione quindi la diminuzione degli input di sedimenti trasportati dai fiumi verso la foce, combinata con la persistente azione delle correnti costiere create dal moto ondoso frangente, crea un deficit di sabbia lungo la costa con la conseguenza che alcune spiagge tendono a ridurre continuamente di anno in anno la propria larghezza fino, nei casi estremi, a sparire completamente.

Questo arretramento delle spiagge, continuo e persistete negli anni è il fenomeno che chiamiamo erosione dei litorali.

 

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