Come potrebbe cambiare la nostra vita se fossimo costantemente interfacciati a internet?

Risponde Lorenzo Mucchi, ricercatore al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione

Il web 3.0 è un lessico tutt’ora in discussione tra gli esperti della Rete Internet. I due punti su cui tutti convergono sono che l’evoluzione dell’attuale Web sarà un immenso database strutturato dove la risorsa digitale immessa (testo, immagini, video, ecc.) verrà coadiuvata dal suo significato semantico. Questo porterebbe con sè anche la possibilità di sfruttare l’intelligenza artificiale per poter interrogare le risorse del Web ed avere risposte legate ai propri “gusti”, quindi più precise e mirate al soggetto. Il paradigma Internt of Things (IoT) o meglio Internet of Everything (IoE) prevede che alla Rete siano nel prossimo futuro interconnessi moltissimi dispositivi elettronici (30 miliardi entro il 2020), anche molto semplici, ma che pervadono la nostra vita di tutti i giorni (elettrodomestici, porte, codici a barre dei prodotti, ecc.). Un dispositivo dotato della capacità di scambiare informazione con gli altri o con un soggetto umano, pertanto, possiamo dire che diventi “intelligente”. La vita di tutti i giorni molto probabilmente godrà di questo avvento tecnologico di cui in breve tempo non potremo farne a meno, basti pensare a quante persone oggi non possono fare a meno dei social network, dopo il loro debutto agli inizi del millennio. In breve l’amministrazione della nostra vita quotidiana sarà indubbiamente semplificata: dall’accesso ovunque e sempre a risorse e mezzi tramite la Rete alla possibilità di controllare e modificare processi da remoto direttamente con un comando vocale sul nostro smartphone. Potremo programmare il frigo perchè ordini il latte quando sta per finire, accentrare ogni biglietto d’ingresso sullo smartphone, farsi indicare la strada per il negozio (o il parcheggio) che stiamo cercando nel centro commerciale, tenere sotto controllo la propria salute grazie a magliette dotate di sensori intelligenti, programmare la casa perchè si scaldi solo un attimo prima del nostro arrivo, ecc. Tutto questo lascia tutt’ora alcuni punti aperti, dalla sicurezza alla questione “etica”: come, dove e chi può avere accesso a queste informazioni, anche molto personali che orbitano nella Rete di domani. La Ricerca va avanti.

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